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Parliamo di qualità

Che valore aggiunto genera la certifi cazione aziendale?

Il rispetto dell'ambiente è garantito dalla certifi cazione UNI EN ISO 14001:2004

Il rispetto dell'ambiente è garantito dalla certifi cazione UNI EN ISO 14001:2004

A quanti di noi capita un momento di smarrimento quando leggiamo, sulla bottiglia dell’acqua o sul cartone del latte, le sigle ISO 9001:2008 e UNI EN ISO 14001:2004? E quanti di noi conoscono il signifi cato di SA8000 o di OHSAS 18001:2007?
Innanzitutto facciamo un passo indietro e domandiamoci a cosa servono queste sigle. Il termine ISO, dal greco ???? (pronuncia: isos) che signifi ca “uguale”, identifi ca oggi l’Organizzazione Internazionale per la Normazione, un organismo non governativo composto da 157 Paesi. La ISO determina norme tecniche, su vari argomenti, riconosciute in tutti gli Stati aderenti. Il suo corrispondente in Europa è EN (Comitato Europeo di Normazione), mentre in Italia è UNI (Ente Nazionale Italiano di Unifi cazione). Parte delle norme tecniche emesse da tali organismi sono certifi cabili dalle aziende: ma perché le aziende si dovrebbero certifi care secondo queste norme? Il motivo è semplice: quando un’azienda decide di certifi carsi secondo una delle norme internazionali, lo fa per assicurare ai propri clienti che quel sistema o quel prodotto o processo corrisponda a norme riconosciute a livello mondiale, ovvero sia in grado di garantire uno standard qualitativo soddisfacente, oppure di offrire un prodotto o un servizio di qualità al proprio cliente. Ma cos’è la “qualità”? L’ultima norma tecnica in merito, la ISO 9000 del 2005, la defi nisce come “il grado in cui un insieme di caratteristiche intrinseche soddisfano i requisiti”. In realtà, nella vita di tutti i giorni, si fa riferimento alla qualità di un prodotto o di un servizio e, richiamando l’esempio della bottiglia d’acqua, diciamo che l’azienda che la imbottiglia offre un processo aziendale di “qualità” perché garantisce che l’acqua sia imbottigliata alla fonte, dov’è più pura, senza alterare le sue caratteristiche. Si parla inoltre di qualità del tessuto quando acquistiamo un abito, o di qualità dell’audio quando ascoltiamo un cd. Dietro questi semplici concetti ci sono le norme, che determinano quando un tessuto può essere defi nito “di qualità” o la purezza di un suono “a norma”. Ad oggi, le norme più conosciute e diffuse sono le seguenti:
• UNI EN ISO 9001:2008 – È la norma che governa la gestione “in qualità” di un’intera azienda, perché defi nisce semplici regole da seguire per assicurare che ogni attività aziendale (defi nita processo) sia corrispondente a determinati standard. Quando un’azienda è certifi cata ISO 9001 possiamo stare tranquilli che ci offrirà un servizio/prodotto corrispondente alle nostre aspettative. Poiché è una norma valida per tutte le aziende, a prescindere dall’attività che svolgono, non deve sembrare strano che siano certifi cate anche squadre di calcio e team di vela! L’Italia vanta il maggior numero di aziende al mondo, dopo la Cina, certifi cate secondo questa norma.
• UNI EN ISO 14001:2004 – Come la norma ISO 9001, la ISO 14001 affronta un tema sempre più caro al nostro pianeta: l’ambiente. Determina, difatti, le regole che l’azienda deve seguire, generalmente nella realizzazione di un prodotto, per rispettare l’ambiente e garantire limitate produzione di rifi uti, riciclo degli stessi e basse emissioni nell’atmosfera.
• OHSAS 18001:2007 – È uno standard di origine britannica, oggi sempre più diffuso nel mondo, che garantisce il rispetto, da parte dell’azienda, di requisiti importantissimi quali la salute e la sicurezza dei lavoratori. In Italia, purtroppo, sono ben noti gli incidenti che quotidianamente capitano sul luogo di lavoro e lo sforzo compiuto dalle Istituzioni per determinare misure atte a garantire il rispetto della dignità dei lavoratori, quale ad esempio il D.L. 81 del 2008, fortemente voluto dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
• SA 8000:2008 – Identifi ca uno standard internazionale per certifi care la responsabilità sociale dell’impresa (SA sta per Social Accountability). Quante volte ci capita di sentire al telegiornale parlare di rispetto dei diritti umani, diritto dei lavoratori, tutela contro lo sfruttamento dei minori? La norma ha lo scopo di migliorare le condizioni lavorative a livello mondiale: attualmente l’Italia è al primo posto nel mondo per aziende certifi cate secondo questo standard! Tutte le norme citate, e altre meno note ma non per questo meno importanti, sono del tutto volontarie, ovvero l’azienda può scegliere se certifi carsi o meno secondo uno di questi requisiti. Al giorno d’oggi le norme tecniche regolano tutta la produzione industriale: si pensi alle fabbriche di automobili, dove i singoli pezzi che le compongono (ruote, motore, vetri e così via) sono prodotti generalmente da aziende esterne. Queste garantiscono la qualità del “pezzo” perché le sue caratteristiche, determinate dalle norme che ne regolano la produzione, consentono all’operaio l’assemblaggio perfetto delle parti. Chi di noi andando all’estero non ha avuto a che fare con spine e prese elettriche di forme diverse, non potendo usare così il proprio asciugacapelli o il proprio rasoio? Questo problema nasce dal fatto che non si è ancora trovato uno standard internazionale per la spina elettrica, cosicché ogni nazione ha il suo. Il più diffuso resta sempre lo Schuko, la spina di origine tedesca, che però non può essere utilizzata in Gran Bretagna: i sudditi di Sua Maestà sono sempre i più restii ad ogni forma di globalizzazione! Nel futuro sentiremo sempre più parlare di queste norme, e diventeranno di uso comune nella vita di tutti i giorni: nell’ottica della globalizzazione, gli scambi tra i mercati delle varie nazioni sono sempre più immediati e le nazioni stesse si riuniscono in Comunità Internazionali per abbattere le barriere che purtroppo in qualche caso ancora ci dividono: chissà che un domani non sentiremo parlare di governi certifi cati SA 8000!

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