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Essere “starters”

Cristiana Di Pietro

Cristiana Di Pietro

L’umanità si divide in ”starters” e “runners”. I primi sono quelli che “partono”, che fanno le scoperte, che aprono le strade: nell’arte, nella cultura, nella scienza, nella ricerca, nella produzione, nello sport, nei commerci, nella qualità della vita.
I secondi sono quelli che “seguono” per facilità, per comodità, per ignoranza, talvolta per ignavia, non di rado (purtroppo) in malafede per rubare idee, opinioni, soluzioni, brevetti.
Appartenere ad una o all’altra categoria può essere un fattore genetico ma è anche un fatto di scelta di vita. Gli “starters” in molti casi diventano famosi e magari anche ricchi: la casistica è notevole. Basta pensare, in tempi recenti, a Pablo Picasso o a Bill Gates oppure a Larry Page e Sergey Brin, i due giovani studenti universitari americani che, per realizzare la loro tesi di laurea, hanno semplicemente inventato Google, il più potente e conosciuto motore di ricerca del web usato ormai da miliardi di esseri umani (provate a digitare la parola “google” sul vostro motore di ricerca: in meno di 2 secondi vi fornisce 3.790.000.000 (tremiliardiesettecentonovanta milioni) citazioni.
Ma, spesso, essere (o esser stati) “starters” non garantisce l’accesso alla disponibilità economica. Un esempio, forse,  vale per tutti: Vincent van Gogh è oggi il pittore che detiene il record mondiale per il prezzo al quale è stato battuto ad un’asta ufficiale un suo quadro, eppure è morto senza averne mai venduto uno. L’elenco completo sarebbe piuttosto lungo: da Socrate a Archimede, da Galileo a Newton, da Meucci a Einstein. Gli stessi “super geni” Michelangelo e Leonardo, Shakespeare e Dante, Beethoven e Mozart – tanto per fare alcuni nomi- non sono di certo riusciti ad accumulare grandi ricchezze. Ma di sicuro hanno fatto nella loro vita quello che avevano deciso di fare: gli “starters”.
Ricchi o poveri che siano (o siano stati), una cosa unisce e accomuna tutti gli “starters” del mondo: una determinazione irresistibile e irrefrenabile a raggiungere il loro “scopo di vita” che sia (o fosse) la perfezione del pensiero o delle parole, del tratto disegnato o della sequenza delle note musicali, della logica matematica o della fisica, dell’avventura o più semplicemente della vita. A ben guardare, infatti, in ogni momento del proprio quotidiano, ogni essere umano deve continuamente scegliere se essere “starter” o “runner”, se cambiare le cose oppure lasciarle andare. Se migliorare o no. Se “voltare pagina per scriverne un’altra” o no.

Di recente, la FME (Federazione Nazionale Grossisti Distributori di Materiale Elettrico) ha eletto  l’ing. Giampaolo Ferrari suo nuovo presidente e il 29 settembre scorso  si è svolto, con i soci, un incontro al quale è stato dato il nome “Voltiamo pagina, per scriverne un’altra”. In questa prima “convention” è stata distribuita a tutti i presenti una pallina gialla e nera  con sopra impresso il numero 1: “Quel numero- ha dichiarato l’ing. Ferrari-  ha un significato molto preciso, una valenza chiara nell’ambito del rapporto che vogliamo ricostruire con tutti voi, nella certezza che solo  con un forte spirito di collaborazione si possa uscire da questo grave momento di crisi che coinvolge tutti”.
Personalmente condivido al cento per cento questo concetto così come ritengo che molte delle iniziative proposte dalla nuova presidenza siano corrette e debbano essere approvate, supportate e realizzate: non è questa la sede per entrare nei dettagli ma non mancherà occasione per farlo e per dimostrare la collaborazione che Di Pietro spa intende dare a questo programma, a questo desiderio di “scrivere una nuova pagina” nel settore di nostra pertinenza.
Fare una rivista per colloquiare meglio e di più con la nostra clientela è un atto di coraggio imprenditoriale in una situazione globale quale stiamo vivendo. Ma a noi della Di Pietro spa il coraggio non manca. Per dirla con una famosa frase rubata al mondo dello sport: “E’ quando il gioco si fa duro, che i duri giocano”. Noi siamo “duri” perché crediamo nel futuro. E, specificatamente, nella organizzazione che è il nostro vero mestiere.
Noi della Di Pietro vogliamo essere “starters”. Ce lo impone la nostra storia, ce lo chiede la nostra realtà. Fa parte del nostro dna di imprenditori. Nella nostra brochure “company profile” si legge che “competenza, esperienza e spirito di massima collaborazione sono i nostri valori. Quelli che fanno la differenza”. Appunto.
Per questo abbiamo messo in copertina della nuova pubblicazione e in particolare evidenza, la pallina gialla con il numero 1: compito di “il Filo Conduttore” è catalizzare il nostro sforzo, le nostre iniziative, la nostra determinazione nel territorio di nostra competenza. E collaborare con chi conduce la grande organizzazione nazionale.
Come dicevano gli antichi marinai: “che gli alisei ci siano propizi”.

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Il FILO CONDUTTORE

Direttore responsabile Antonio Soccol
Direttore editoriale Michele Canditone
Coordinamento editoriale Pina Silvestri
Editore Di Pietro Spa
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