twitter
facebook
friend feed
flickr

Un investimento sicuro? Acquistare oggi una “barca storica”

Acquistare una barca storica

Acquistare una barca storica

I soldi? Non in banca ma in barca. Può sembrare un assurdo gioco di parole e invece stigmatizza in modo assolutamente vero una nuova realtà nel settore degli investimenti economici. Sta succedendo, infatti, qualcosa di inedito nel settore della nautica da diporto che, come tutti, ha dovuto affrontare la crisi con risultati, per la produzione, spesso catastrofi ci ma i prezzi sul mercato non sono scesi. Non ci sono i margini suffi cienti per ridurli. Da qui una stasi del mercato del “nuovo” mai riscontrata prima. Però: “il male aguzza l’ingegno”.. Da circa trenta anni le imbarcazioni si costruiscono in vetroresina. Prima si producevano in legno: o massello oppure in compensato marino. O, infi ne, in lamellare marino: una sorta di “compensato” realizzato su uno stampo e sul quale venivano applicate e incollate fra di loro sottilissime fettuccine di legno. In Italia i cantieri che hanno utilizzato il lamellare marino erano quasi tutti concentrati al centro-sud. Il primo (1961), è stato la “Navaltecnica” di Anzio che aveva a listino modelli famosissimi come “Speranzella”, “Settimo velo”, “Super Speranza” eccetera. Da Anzio questa tecnica, fortemente sostenuta dal noto progettista Renato “Sonny” Levi, si è rapidamente diffusa a Napoli (Partenocraft), a Gaeta (Italcraft) mentre a Fiumicino il cantiere Delta l’ha trasformata in autentica arte: per questo vantava fra i suoi clienti l’avvocato Gianni Agnelli, l’Aga Khan, il conte Mario Agusta, il principe Alberto di Liegi e Roberto Olivetti. Ora si dà il caso che queste barche in lamellare siano praticamente indistruttibili e sopportino con totale disinvoltura sia la vita in mare che eventuali (anche lunghi) rimessaggi a terra. E che perciò siano ancor oggi molto valide, spesso molto di più di quelle costruite in vetroresina che talvolta hanno una sorta di malattia genetica dovuta all’osmosi che ne distrugge la struttura. Il tutto senza voler sottolineare la straordinaria maggior eleganza del legno nei confronti con la plastica. Molte di quelle barche oggi stanno  riemergendo per la straordinaria spinta data da un napoletano: Giacomo Vitale che ha dato vita, prima ad un sito web altamente specializzato (www.altomareblu.com), e, poi, ha ideato il “registro storico delle carene Levi”, quelle cioè progettate da quel Renato Levi che circa 50 anni or sono, aveva diffuso il sistema di costruzione in lamellare marino. Il problema che si poneva era sempre lo stesso: “Chi mi può garantire un restauro a regola d’arte?”. Oggi, ancora una volta, la formidabile capacità imprenditoriale della gente del sud ha fatto sì che sia nato un cantiere altamente specializzato in questi lavori. Il fondatore, Luca Bassanini, è infatti un mastro d’ascia e ha attorno a sé, oltre allo zio Angelo, operai fortemente qualifi cati. Il cantiere si chiama “Union Mare”, si trova a Salerno (Via Zanzella della Porta 10, tel. 089302116) e si avvale della consulenza dell’espertissimo Giacomo Vitale.Morale? Con circa 35/40mila euro si può acquistare uno scafo da 10 metri, con 2 motori diesel, una carena stupenda (di quelle che tengono davvero il mare anche quando è arrabbiato) e ricco di tutto quel fascino che solo uno scafo in legno può avere. Per acquistare qualcosa di dimensioni analoghe nel mercato del nuovo bisogna sborsare minimo tre o quattro volte tanto: per possedere una barca con carena opinabile e, esteticamente, molto somigliante ad un frigorifero. E non è tutto: una di queste barche storiche è ben di più di un “assegno circolare”. Il mercato specifi co è, infatti, in rapidissima rivalutazione e quindi, nell’ipotesi che un eventuale utente voglia rivendere la sua barca, trova a disposizione un mercato molto interessato e sensibile, insomma il suo acquisto iniziale è un “investimento sicuro”. E, oggi, non è davvero poco.

Share

i commenti sono chiusi

Sfoglia Online

Il FILO CONDUTTORE

Direttore responsabile Antonio Soccol
Direttore editoriale Michele Canditone
Coordinamento editoriale Pina Silvestri
Editore Di Pietro Spa
Il Filo Conduttore - Periodico di informazione tecnica ed attualità - Registrazione del Tribunale di Napoli n. 46 del 13/07/2009 - NDB Web Service Srl - Web Agency