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Il punto di riferimento

Vittoria Cerboni

Vittoria Cerboni

Cara mamma,

lo so: è davvero inconsueto che il Presidente del Consiglio di Amministrazione di una Spa scriva alla propria madre utilizzando per questo le pagine della rivista che è l’house organ dell’azienda che dirige. Ma questa è una mia iniziativa che vuol superare le consuetudini e che voglio fare, non solo in base ai sentimenti che ogni figlio ha nei confronti della propria madre ma,  e soprattutto,  per informare i nostri lettori: clienti, fornitori, collaboratori e amici, su alcuni aspetti fondamentali che hanno consentito alla “Di Pietro spa” di essere la realtà che è.

Il numero scorso di “IlFiloconduttore” riportava interviste a donne imprenditrici della nostra area geografica e del nostro settore. Sarebbe stato, in quella occasione,  giusto e logico dedicare spazio anche a te, Vittoria Cerboni  che sei, da sempre, assieme a mio padre e che, con le tue capacità e qualità, hai consentito lo sviluppo della nostra azienda. Ma tu, mamma, ti saresti rifiutata di rispondere alle domande del giornalista: sei troppo riservata per accettare di concedere interviste. Questa mia  “lettera aperta” vuol dunque superare questo aspetto del tuo carattere che, naturalmente, merita rispetto ma che non può impedire alla nostra storia aziendale di essere nota a tutti coloro con i quali quotidianamente operiamo e lavoriamo.

Tutti, in Di Pietro spa, conoscono e sanno cosa ha fatto papà, senza nulla togliere al suo eccezionale lavoro svolto (non per niente ne parlano sempre proprio “tutti”), io credo che, se non avesse avuto in fianco una donna come te i risultati sarebbero stati differenti: dietro un uomo importante c’è sempre una donna importante.

Ero fresca di studi quando sono “entrata” in azienda e, come molti giovani neo-laureati mi ritenevo capace di fare tutto e di più. In realtà mi sono rapidamente accorta che, un conto è la teoria che si impara sui banchi di scuola e all’Università, mentre ben altro è la dura realtà della vita aziendale quotidiana. Così ho cercato di “parlare poco e ascoltare tanto” e tu, mamma, sei stata il mio punto di riferimento: ho imparato ad apprezzare la tua determinazione, la tua capacità di affrontare le difficoltà con leggerezza, la tua costanza nello stimolare papà nelle sue scelte più delicate, nell’essergli sempre vicina nei suoi impegni più gravosi. Ti vedevo entrare in ditta per prima e uscirne per ultima. Ti apprezzavo per come svolgevi (e tuttora svolgi) le tue importanti funzioni  nella parte amministrativa e finanziaria del nostro mondo. E questo è stato assolutamente determinante per tutto lo sviluppo che l’azienda ha avuto.

Mi hanno chiesto: “Qual è la dote che maggiormente apprezza in Vittoria Cerboni, sua madre?”. Ho risposto: “La sua tenacia.”. E ho aggiunto: “La tenacia è dote squisitamente femminile, forse per questo in mia madre è così evidente, lampante”. Ecco l’insegnamento che mi hai trasmesso, cara mamma: “Non arrendersi mai e avere, comunque e sempre, il sorriso sulle labbra perché lamentarsi è inutile mentre solo il lavoro risolve i problemi”. Te ne sono grata e volevo che lo sapessero tutti i nostri lettori: senza assolutamente nulla togliere a quanto ha fatto papà, il tuo spirito imprenditoriale è stato davvero straordinario e, sì, lo ribadisco, davvero determinante.

Non solo per amore ma per profondo rispetto al tuo grande impegno (che dura da quasi mezzo secolo), spero di non deluderti mai: ho imparato anch’io a “non arrendermi”.

Come figlia, cara mamma, ti prego di scusarmi per questa “sorpresa” che ti faccio scrivendoti in pubblico: tranne la redazione e i tipografi nessuno, infatti, sa di questa mia particolare iniziativa.

Come Presidente del Consiglio di Amministrazione della “Di Pietro Spa”, ti prego di accettare, per tutto quello che hai fatto e che fai e per essere, tu Vittoria Cerboni , il nostro costante e preciso “punto di riferimento”, il mio e il nostro più grande, sfacciato e riconoscente “grazie”.

Cristiana

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