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	<title>Il Filo Conduttore - Materiale Elettrico - Di Pietro Spa &#187; Moda e Costume</title>
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	<description>Periodico aziendale della Di Pietro Spa</description>
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		<title>Estate&#8230; “sapore” di sagre</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 06:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda e Costume]]></category>

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		<description><![CDATA[Per risalire alle origini del fenomeno etnico-culturale che le sagre rappresentano bisogna scavare a fondo nel tessuto storico sociale del nostro paese. Questa tradizione si connota innanzitutto per la dimensione religiosa: era in primis un momento di comunione tra uomini e sacro. Il termine stesso ha origine latina, di derivazione dall’aggettivo sacrum. Le feste popolari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1044" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><img class="size-full wp-image-1044" title="Tartufo bianco" src="http://www.ilfiloconduttore.it/wp-content/uploads/2010/10/sagre.jpg" alt="Tartufo bianco" width="220" height="140" /><p class="wp-caption-text">Tartufo bianco</p></div>
<p>Per risalire alle origini del fenomeno etnico-culturale che le sagre rappresentano bisogna scavare a fondo nel tessuto storico sociale del nostro paese. Questa tradizione si connota innanzitutto per la dimensione religiosa: era in primis un momento di comunione tra uomini e sacro. Il termine stesso ha origine latina, di derivazione dall’aggettivo sacrum. Le feste popolari dell’antichità venivano celebrate davanti ai templi o, in epoca cristiana, alle chiese, da cui deriva il termine sagrato. I vari momenti dell’anno, l’inverno, la primavera, la mietitura, la vendemmia, venivano celebrati con feste religiose come ringraziamento alla divinità per il raccolto o per propiziarsi la bella stagione.<br />
Durante queste manifestazioni venivano spesso effettuati sacrifi ci animali, oppure offerti prodotti della terra, che venivano poi consumati dalla comunità intera.<br />
Di questo rito simbolico originario rimane traccia anche oggi nelle diverse sagre gastronomiche, che ruotano intorno ad un piatto tradizionale regionale o locale. Solitamente, le sagre vengono animate anche da manifestazioni folkloristiche, infatti non mancano mai canti, balli ed eventi in strada di ogni genere, tutti rigorosamente in costume.<br />
Le tradizioni popolari e il folklore rappresentano un’importante risorsa di ogni popolo, non solo culturale ma anche e soprattutto economica, per valorizzare il territorio locale, per comprendere il presente partendo dal passato, per diffondere gli odori e i sapori della propria terra e difendere le proprie origini.<br />
Durante tutto l’anno, ma in particolare nel periodo estivo, queste manifestazioni tradizionali, assolutamente attuali, animano tutto il territorio italiano, da nord a sud, creando valore aggiunto per realtà locali, spesso piccole, altrimenti diffi cilmente inquadrabili come mete turistiche.<br />
Negli anni, alcuni di questi appuntamenti sono diventati irrinunciabili per i “palati” dei buongustai di tutta Italia. Due esempi parlano per tutti. In primis, la sagra della pasta all’amatriciana, che si tiene ogni anno, l’ultimo weekend di agosto, ad Amatrice, cittadina in provincia di Rieti. Pur essendo la ricetta italiana più diffusa al mondo, non esiste nessun posto dove gustare al meglio questo piatto che non sia la sua città natale.</p>
<div id="attachment_1045" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><img class="size-medium wp-image-1045 " title="Bucatini all'amatriciana" src="http://www.ilfiloconduttore.it/wp-content/uploads/2010/10/ILFILO_n2_web_Page_12_Image_0001-300x152.jpg" alt="Bucatini all'amatriciana" width="180" height="91" /><p class="wp-caption-text">Bucatini all&#39;amatriciana</p></div>
<p>Quando è nata l’amatriciana, Amatrice faceva parte del Regno delle Due Sicilie e dunque, contrariamente a quanto si pensi, non ha alcun legame con la città di Roma, pur essendo molto apprezzata dai romani! I suoi ingredienti base, il guanciale di maiale ed il formaggio pecorino, sono rappresentativi della natura pastorale degli abitanti di un tempo di Amatrice.<br />
Il secondo esempio, ma certo non per minore importanza, è la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, in provincia di Cuneo, che quest’anno si terrà<br />
ogni sabato e domenica dal 9 ottobre al 14 novembre.<br />
Gli antichi lo consideravano cibo degli Dei, con poteri afrodisiaci ben utilizzati dall’ardente Giove. Nel Medioevo si diffi dava di queste strane creature della natura, temendone effetti velenosi. La consacrazione arriva solo negli ultimi due secoli, alle corti dei nobili, anche se la cucina povera del territorio non disdegnò mai un’insalata di tartufo che a prezzi correnti farebbe tremare molte carte di credito. E poi venne Giacomo Morra, geniale nell’identifi care nel Tartufo Bianco il marchio “Alba” e tutta la tradizione culinaria che oggi il mondo ammira. È importante preservare dal tempo e dai cambiamenti culturali le usanze tipiche di ogni territorialità, per dare il giusto valore alle radici e non lasciare che vadano persi i costumi che, nei secoli, si sono trasformati fino a diventare quelli attuali.</p>
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		<title>Gli “Indispensabili”</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 10:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Carannante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda e Costume]]></category>

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		<description><![CDATA[L’unica vera eleganza è nella mente, se ci arrivate il resto viene da sé. (Diana Vreeland, Direttore Vogue America dal 1962 al 1971)
Saper vestire non è solo indovinare l’abbinamento delle scarpe con la borsetta, ma vuol dire anche avere nel proprio guardaroba alcuni capi indispensabili.
Quante volte siete corse a fare shopping all’ultimo momento, rendendovi conto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’unica vera eleganza è nella mente, se ci arrivate il resto viene da sé.<em> (Diana Vreeland, Direttore Vogue America dal 1962 al 1971)</em></p>
<div id="attachment_469" class="wp-caption alignleft" style="width: 158px"><img class="size-medium wp-image-469 " title="moda-e-costume" src="http://www.ilfiloconduttore.it/wp-content/uploads/2010/05/moda-e-costume-148x300.jpg" alt="Moda e Costume: Gli &quot;Indispensabili&quot;" width="148" height="300" /><p class="wp-caption-text">Moda e Costume: Gli &quot;Indispensabili&quot;</p></div>
<p>Saper vestire non è solo indovinare l’abbinamento delle scarpe con la borsetta, ma vuol dire anche avere nel proprio guardaroba alcuni capi indispensabili.<br />
Quante volte siete corse a fare shopping all’ultimo momento, rendendovi conto di non avere nulla da indossare per un appuntamento importante o un’occasione speciale? Per di più spendendo un occhio della testa! Ecco alcuni suggerimenti per avere un aspetto impeccabile senza dar fondo ai vostri risparmi.</p>
<p><strong>I dieci capi indispensabili:</strong><br />
<strong>1 &#8211; Jeans.</strong> Eleganti i jeans? Certamente! Fanno parte del vestire quotidiano della donna moderna e sono uno dei capi base allo stesso livello di un tubino nero. Impegnatevi nella ricerca del modello che più vi dona.</p>
<p><strong>2 &#8211; T-Shirt.</strong> Al pari dei jeans, le magliette sono diventate un elemento irrinunciabile del guardaroba di oggi. Osate con i colori, il fucsia o l’arancio sotto un<br />
golfi no o una giacca aggiungono un tocco di stile ad un abbigliamento essenziale.</p>
<p><strong>3 &#8211; Camicia bianca.</strong> Ogni donna deve avere almeno una bella camicia bianca, che abbinata ad un paio di jeans e ad una giacca rappresenta un classico dell’eleganza.</p>
<p><strong>4 &#8211; Golf e dolcevita.</strong> Pur essendo da sempre nel guardaroba di una donna, non tutti i golf sono uguali: preferite la tinta unita (il dolcevita nero è un capo immancabile) e scegliete bene i filati. Seta e cashmere sono un po’ più cari ma durano più a lungo della lana o del cotone. Oltretutto indossare il cashmere vi farà di per sé sentire eleganti.</p>
<p><strong>5 &#8211; Giacca.</strong> Un giacchino di tweed, da indossare quasi con tutto, è sempre chic senza essere impegnativo. È un valido aiuto per completare ogni abbinamento.</p>
<p><strong>6 &#8211; Pantaloni neri.</strong> Dritti o a palazzo, ma rigorosamente neri e dal tessuto prezioso, nel vostro guardaroba non possono mancare. Sono il fondamento dell’abbigliamento delle donne d’oggi e si possono abbinare con quasi tutto ciò che avete.</p>
<p><strong>7 &#8211; Pantaloni di tela cachi.</strong> Chiari e di tela leggera, sono diventati imperativi per essere sempre casual al punto giusto durante le calde estati cittadine.</p>
<p><strong>8 &#8211; Gonna o abitino da giorno.</strong> Per completare i capi base, però, ci vuole almeno una gonna o un abitino da giorno. Non dimentichiamo la femminilità!</p>
<p><strong>9 &#8211; Tailleur.</strong> Classico e di buon taglio, è adatto per il lavoro ma anche per la sera. La scelta del tessuto è meno rilevante del taglio. Relativamente ai colori,<br />
scegliete i toni del grigio o del nero perché facili da abbinare. Un bel tailleur di buona fattura e qualità può durare anni, quindi non lesinate: è un acquisto di cui non ci si pente mai!</p>
<p><strong>10 &#8211; Tubino nero.</strong> Semplicemente indispensabile!</p>
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