<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il Filo Conduttore - Materiale Elettrico - Di Pietro Spa &#187; Il Segnalibro</title>
	<atom:link href="http://www.ilfiloconduttore.it/category/il-segnalibro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilfiloconduttore.it</link>
	<description>Periodico aziendale della Di Pietro Spa</description>
	<lastBuildDate>Mon, 11 Oct 2010 12:42:05 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Il miglior compagno di viaggio? Un buon libro&#8230;</title>
		<link>http://www.ilfiloconduttore.it/il-segnalibro/il-miglior-compagno-di-viaggio-un-buon-libro/</link>
		<comments>http://www.ilfiloconduttore.it/il-segnalibro/il-miglior-compagno-di-viaggio-un-buon-libro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 06:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Porzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Segnalibro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilfiloconduttore.it/?p=1037</guid>
		<description><![CDATA[Ho sempre pensato che una vacanza non è tale se nella valigia non porto con me almeno un bel libro. Giro per librerie in cerca del mio compagno ancora prima di sapere quando e dove andrò. I libri sono come le colonne sonore dei film, per ogni momento della vita bisogna scegliere quello giusto. L’estate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1038" class="wp-caption alignleft" style="width: 183px"><img class="size-full wp-image-1038" title="Michael Connelly La città buia" src="http://www.ilfiloconduttore.it/wp-content/uploads/2010/10/ILFILO_n2_web_Page_07_Image_0001.jpg" alt="Michael Connelly La città buia" width="173" height="261" /><p class="wp-caption-text">Michael Connelly La città buia</p></div>
<p>Ho sempre pensato che una vacanza non è tale se nella valigia non porto con me almeno un bel libro. Giro per librerie in cerca del mio compagno ancora prima di sapere quando e dove andrò. I libri sono come le colonne sonore dei film, per ogni momento della vita bisogna scegliere quello giusto. L’estate, con la sua allegria e con quel senso di rilassatezza che si porta dietro, è perfetta per un thriller. Abbandonato lo stress del lavoro quotidiano niente è più piacevole che perdersi in intrighi e trame avventurose. Perfetti a questo scopo sono i romanzi di Michael Connelly che cattura l’attenzione del lettore con la descrizione di una realtà sociale parte del mondo che ogni giorno viviamo.<br />
Nato nel ‘56 a Philadelphia (USA), Connelly intraprende gli studi di ingegneria, spinto dal padre, ma nel 1980 al conseguimento della laurea inizia a collaborare con la redazione del Daytona Beach e Fort Lauderdale scrivendo, soprattutto, di cronaca nera. La grande occasione si presenta nel 1986, con la candidatura al Premio Pulitzer, quando, insieme a due colleghi, intervista i sopravvissuti di un disastro aereo.<br />
Si aprono le porte del Los Angeles Times, dove Connelly arriva come giornalista criminologo e che lascia, qualche anno dopo, per dedicarsi a tempo pieno all’attività di scrittore diventando, in pochi anni, uno dei giallisti preferiti da pubblico, critica e cinema che trasforma i suoi libri in fi lm di successo. “Il giornalismo mi è servito per seguire da vicino il lavoro della polizia, conoscere da dentro i fatti più truci, capire la mentalità dei criminali” afferma Micheal Connelly. Difatti i suoi personaggi non sono mai banali, tanto da tratteggiare per il detective Harry Bosch, filo conduttore dei suoi thriller, un’evoluzione psicologica che va al di là della semplice necessità narrativa. Non solo personaggi accattivanti ma anche abile descrittore delle città che fanno da scenario alle storie, descrivendo luoghi ma soprattutto il disagio di una società sotto pressione e che mal si amalgama con la realtà. “Se oggi il thriller ha tanto successo è perché ha cambiato pelle: racconta la realtà in presa diretta, stimola pensieri, aiuta a riflettere su quel che accade nel mondo. E intrecciando storie che catturano il lettore, si è trasformato nel nuovo romanzo sociale” dichiara lo scrittore.<br />
La città buia, pubblicato in Italia nel 2009, raccoglie tutti questi elementi e racchiude una storia di intrighi che fanno perno su un sentimento di paura mai sedato che l’America conserva dopo i fatti dell’11 Settembre, quando si è scoperta vulnerabile. La storia si concentra in ventiquattro ore dal momento del ritrovamento del cadavere del dottor Stanley Kent, freddato con due colpi di pistola alla nuca sul belvedere di Mulholland Drive. La tipica esecuzione di stampo malavitoso perde i contorni non appena si indaga sulla vita della vittima, che risulta non solo slegata da qualunque contatto con il crimine ma che lo vede, per questioni lavorative, autorizzato ad accedere liberamente a pericolose sostanza radioattive. Parte da qui un’intricata trama ricca di suspense, veloci cambi di scena e personaggi complessi il cui tratto umano meraviglia sempre. In questo libro Connelly dipinge un detective Bosh che, oramai alla soglia dei sessanta, per la prima volta fa i conti con l’età, cosa che gli permette di ammorbidire la sua visione della vita. “Il mio detective resta sempre un cinico, la cui idea di giustizia confina pericolosamente con il regolamento di conti &#8211; afferma lo scrittore &#8211; Harry ha una missione, anzi, un’ossessione che coincide con i casi a cui lavora: sa che deve sradicare le radici del male se vuole esorcizzare i fantasmi che si agitano dentro di lui.” Sarà anche questo il successo dei suoi romanzi? (L.M.)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilfiloconduttore.it/il-segnalibro/il-miglior-compagno-di-viaggio-un-buon-libro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per guarire dal “Mal di mare”</title>
		<link>http://www.ilfiloconduttore.it/il-segnalibro/per-guarire-dal-%e2%80%9cmal-di-mare%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://www.ilfiloconduttore.it/il-segnalibro/per-guarire-dal-%e2%80%9cmal-di-mare%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 14:27:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Soccol</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Segnalibro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilfiloconduttore.it/beta/?p=224</guid>
		<description><![CDATA[“E il mare era per me, e lo è ancora, la più promettente e seduttiva pagina bianca. La pagina non ancora scritta, il sogno non ancora realizzalo, il desiderio non ancora estinto, la fuga non ancora portata a compimento, l’assenza che suggerisce la presenza, l’inizio che non ha fine.” Valeria Serra.
Sapete quei giorni orrendi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“E il mare era per me, e lo è ancora, la più promettente e seduttiva pagina bianca. La pagina non ancora scritta, il sogno non ancora realizzalo, il desiderio non ancora estinto, la fuga non ancora portata a compimento, l’assenza che suggerisce la presenza, l’inizio che non ha fine.”</em> Valeria Serra.</p>
<div id="attachment_225" class="wp-caption alignleft" style="width: 198px"><img class="size-medium wp-image-225 " title="Valeria Serra - Le parole del mare" src="http://www.ilfiloconduttore.it/wp-content/uploads/2010/05/valeria-derra-le-parole-del-mare-188x300.jpg" alt="Valeria Serra - Le parole del mare" width="188" height="300" /><p class="wp-caption-text">Valeria Serra - Le parole del mare</p></div>
<p>Sapete quei giorni orrendi in cui uno dice a sé stesso: “Ah, potessi andarmene al mare… come starei subito meglio” e invece, no, al mare non ci può andare: il lavoro da fare, la macchina guasta, la neve, la pioggia, la “giornata ecologica con stop alle autovetture” eccetera. Niente da fare. E così uno rimane immusonito in casa a guardar dalla finestra i tetti delle case di fronte. E si intristisce. Beh, volendo, una soluzione c’è. Basta saper leggere. E avere a portata di mano, meglio se sul comodino vicino al letto, una copia di “Le parole del mare”. Ma come, penserà qualcuno, io sono già triste di mio e tu mi vuoi far leggere un libro? Sì. E costa anche pochino: 15 euro, però vi regala il mare in ogni momento in cui voi ne abbiate davvero bisogno. Lo ha scritto e messo insieme Valeria Serra per Sorba editore che ha la sua sede a La Maddalena, in Sardegna, un posto che è già una garanzia. Di cosa si tratta? Qualcuno potrebbe, sbagliando, dire di una “antologia di scritti di mare”. Con molta più poesia Valeria garantisce che un giorno il vento è entrato all’improvviso nella sua casa, anche questa a La Maddalena, e s’è messo a scompigliarle i capelli e a strappare pagine dai suoi libri. Quando poi, il vento, se n’è andato sbattendo la porta e lei s’è data da fare per cercar di rimettere ordine in quell’allegro caos che le aveva combinato seminando pagine ovunque, s’è accorta che quel “malandrino” aveva strappato le pagine che da anni lei andava leggendo, rileggendo, sottolineando, marcando a matita e godendo…insomma una sommatoria delle pagine dei più grandi scrittori dove parlavano della grande distesa azzurra di cui ogni tanto (sempre) abbiamo disperato bisogno. E allora lei, Valeria, queste pagine le ha raccolte e ne ha fatto un libro che ha diviso in sette capitoli: “le partenze”, “gli uomini di mare”, “emozioni sul mare”, “le navi”, “sul mare, tra l’amore e la morte”, “tempeste e naufragi”, e “gli approdi”. Ciascuna di queste parti ha un prologo scritto dalla Serra, di assoluta poesia. Sono oltre 300 pagine e ci sono sì molti “grandi” come Isabel Allende, Corrado Alvaro, Jorge Amado (citando i primi in ordine alfabetico) o Charles Baudelaire, Paul Bowles, Gesualdo Bufalino, Albert Camus, Vincenzo Consolo, Ennio Flaiano, Gabriel Garcìa Màrquez, Wolfang Goethe, Ernest Hemingway, Herman Melville, Eugenio Montale, Cesare Pavese, Elio Vittorini e Marguerite Yourcenar ma si incontrano altresì incredibili sorprese come per esempio uno strepitoso Fabrizio De Andrè o un eccezionale Erri De Luca. Un uomo di mare mi ha detto che questo libro sta bene in ogni e qualsiasi libreria: da quella nella baita di montagna a quella nell’appartamento in città, dal “quadrato” della barca alla piscina della villa di campagna. Ovunque perché è ovunque che l’astinenza del mare si fa patologia grave e incontrollabile creando ritmi biologici drammatici e umori inconfessabili. Va beh!, io la ricetta per guarire ve l’ho data e da adesso la soluzione del problema spetta solo a voi. Provare per credere. O meglio “ provare per cedere”. Fate un salto in libreria e guarite. Prosit.</p>
<p>Valeria Serra, classe 1965, vive e lavora a Milano. Esordisce nel giornalismo a 22 anni come inviato nel circuito delle regate velistiche internazionali. Oggi collabora con le maggiori testate italiane di viaggi e costume per le quali realizza reportages da tutto il mondo. La sua origine sarda ed il legame con il mare hanno, forse, infl uenzato gran parte del suo lavoro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilfiloconduttore.it/il-segnalibro/per-guarire-dal-%e2%80%9cmal-di-mare%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

