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	<title>Il Filo Conduttore - Materiale Elettrico - Di Pietro Spa &#187; Energie Alternative</title>
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	<description>Periodico aziendale della Di Pietro Spa</description>
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		<title>Bye bye vecchie lampade, benvenuta efficienza energetica!</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 16:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie Alternative]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1101" class="wp-caption alignleft" style="width: 240px"><img class="size-full wp-image-1101" title="Lampadina ad incandescenza" src="http://www.ilfiloconduttore.it/wp-content/uploads/2010/10/lampade-energetiche.jpg" alt="Lampadina ad incandescenza" width="230" height="115" /><p class="wp-caption-text">Lampadina ad incandescenza</p></div>
<p>In base alla direttiva europea 2005/32/Ce ed ai suoi regolamenti applicativi, l&#8217;Unione europea mette al bando la tradizionale lampadina a incandescenza, inventata da Edison nel 1878 e immessa sul mercato oltre 130 anni fa, per fare largo a quelle appartenenti alle classi di efficienza A, B o C (lampade a fluorescenza, alogene e LED), cosiddette a risparmio energetico. L&#8217;abolizione è graduale ma inesorabile e si sta realizzando per fasi, ogni anno a settembre, per terminare nel 2012. Il processo è iniziato nel 2009, con la scomparsa progressiva dagli scaffali dei rivenditori di materiale elettrico delle lampadine da 100W. Il secondo step, nel settembre 2010, vedrà l&#8217;eliminazione delle lampadine da 75W. Nel 2011 toccherà a quelle da 60W e nel 2012 il processo si concluderà con l&#8217;esclusione dal commercio di quelle con potenza da 25 a 50W. Questa decisione nasce dalla volontà europea di migliorare l&#8217;effi cienza energetica del 20% entro il 2020. Infatti, le tradizionali lampadine consumano sotto forma di calore circa il 90% dell&#8217;energia elettrica utilizzata, trasformando in luce solo il rimanente 10%, mentre le lampade fl uorescenti compatte durano 8 volte di più, diminuendo sia i costi in termini di bolletta per gli utenti sia, e soprattutto, le emissioni di gas serra provenienti dalla produzione d&#8217;energia arrivando ad essere, quindi, fi no all&#8217;80% più effi cienti. La Commissione europea prevede che questa manovra comporterà un risparmio per famiglia mediamente pari a 25-50 euro l&#8217;anno. Nonostante il prezzo più elevato dei nuovi prodotti (per una lampadina si passa, in media, da 0,5 a 5 euro), i consumatori da un lato risparmiano sulla bolletta elettrica circa l&#8217;80% per ogni unità, dall&#8217;altro possono contare su una durata di vita di gran lunga maggiore (6-10 anni invece di 1-2 anni). Secondo uno studio del centro di Ricerca&amp;Sviluppo di un&#8217;importante multinazionale che opera nel campo dell&#8217;illuminazione, avente come unità temporale di riferimento un intero anno, la decisione di imporre l&#8217;uso esclusivo delle tecnologie di ultima generazione porterà, a livello mondiale, ad un risparmio di 46 miliardi di euro in elettricità e 239 milioni di tonnellate di CO², pari alla produzione di 228 centrali elettriche o a 685 milioni di barili di petrolio. A livello europeo, utilizzando lo stesso criterio temporale, il risparmio in elettricità sarà di circa 10 miliardi di euro e la riduzione di CO² di circa 38 milioni di tonnellate, pari alla produzione di 52 centrali elettriche o a 156 milioni di barili di petrolio. Quest&#8217;addio defi nitivo consentirà, tuttavia, alcune limitatissime eccezioni e 28 Thomas Edison Centrale elettrica Enel Lampadina a incandescenza solo fi no al 2016: le lampadine da frigo, da freezer o da forno, quelle usate in neonatologia e quelle per le incubatrici negli allevamenti. Non sempre, però, è green tutto ciò che luccica, pardon, che illumina. Le lampade a fl uorescenza, infatti, contengono al loro interno mercurio e polveri fl uorescenti che, esauriti, diventano rifi uti tossici killer: &#8220;Un milligrammo di mercurio, il quantitativo presente in una singola lampadina, – affermano i ricercatori dell&#8217;Università di Stanford sulla rivista &#8216;Environmental Research&#8217; – può contaminare 4.000 litri d&#8217;acqua e, infestando fl ora e fauna marittima, inserirsi nella catena alimentare umana, producendo effetti devastanti all&#8217;apparato neurologico, al sistema cardiovascolare, a quello riproduttivo e all&#8217;immunitario.&#8221; Per ovviare a queste &#8220;sgradevoli&#8221; conseguenze, non solo è necessario applicare sempre le dovute precauzioni in casa, come usare guanti in caso di rottura delle lampade per raccogliere i cocci e ventilare la stanza per evitare residui gassosi negli ambienti abitati, ma è stata creata un&#8217;apposita legge, già nel 2007, che regolamenta la gestione e lo smaltimento dei RAEE (Rifi uti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). In Italia, Ecolamp è il principale consorzio delle aziende nazionali ed internazionali del settore illuminotecnico chiamato ad assicurare il ritiro dai Centri di Raccolta comunali delle apparecchiature di illuminazione giunte a fi ne vita ed il loro riciclo ecocompatibile. Nell&#8217;analisi costi benefi ci, questo sembra un prezzo da pagare trascurabile rispetto ai benefi ci che derivano da questo cambiamento e che si traducono non solo in un maggior rispetto per l&#8217;ambiente, fi no ad oggi soffocato dal progresso, ma anche e soprattutto in un tangibile risparmio per famiglie e aziende che vuol dire, praticamente, maggiore potere d&#8217;acquisto disponibile nelle tasche degli utenti.</p>
<div id="attachment_1102" class="wp-caption alignleft" style="width: 301px"><img class="size-full wp-image-1102" title="Ecolamp" src="http://www.ilfiloconduttore.it/wp-content/uploads/2010/10/ILFILO_n2_web.jpg" alt="Ecolamp" width="291" height="70" /><p class="wp-caption-text">Ecolamp</p></div>
<p>Il Consorzio Ecolamp è stato costituito nel 2004 dalle principali aziende nazionali ed internazionali del settore illuminotecnico attive in Italia. Non ha scopi di lucro ma offre alle aziende aderenti ed agli altri soggetti interessati, un servizio per la gestione completa di tutte le fasi connesse al ritiro, trasporto, riciclo e smaltimento delle apparecchiature di illuminazione a fi ne vita. L&#8217;eco-contributo RAEE, importo aggiunto al prezzo di vendita di ogni nuova apparecchiatura elettrica ed elettronica acquistata, non è una tassa, ma un contributo ambientale previsto dalla normativa europea e nazionale per fi nanziare il processo di riciclo dei RAEE e non genera alcun guadagno né per il Consorzio, né per i Produttori, né per i rivenditori. Il sistema di raccolta implementato da Ecolamp consiste in una presenza capillare su tutto il territorio nazionale di &#8220;piazzole ecologiche&#8221; presso cui depositare i RAEE, censita dal Centro di Coordinamento.</p>
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		<title>Teleriscaldamento: riscaldare strutture pubbliche e private a “costi” ridotti per utenti ed ambiente oggi è una realtà.</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 16:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie Alternative]]></category>
		<category><![CDATA[Energia pulita]]></category>
		<category><![CDATA[Teleriscaldamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Teleriscaldamento è un servizio complesso che fornisce direttamente, senza necessità di trasformazioni, l’energia necessaria alla casa, all’ufficio ed alle altre attività della vita quotidiana o alle strutture pubbliche, come scuole ed ospedali. Questa energia è prodotta principalmente nelle centrali di produzione, dotate di tecnologie all’avanguardia per raggiungere la migliore effi cienza possibile ed il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_522" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-522 " title="Energie alternative: sistema di teleriscaldamento" src="http://www.ilfiloconduttore.it/wp-content/uploads/2010/06/sistema-di-riscaldamento.jpg" alt="Energie alternative: sistema di teleriscaldamento" width="300" height="182" /><p class="wp-caption-text">Energie alternative: sistema di teleriscaldamento</p></div>
<p>Il Teleriscaldamento è un servizio complesso che fornisce direttamente, senza necessità di trasformazioni, l’energia necessaria alla casa, all’ufficio ed alle altre attività della vita quotidiana o alle strutture pubbliche, come scuole ed ospedali. Questa energia è prodotta principalmente nelle centrali di produzione, dotate di tecnologie all’avanguardia per raggiungere la migliore effi cienza possibile ed il minore inquinamento, pensate per l’utilizzo di energia che altrimenti andrebbe dispersa. Il termine teleriscaldamento (TLR) sottolinea la peculiarità del servizio, ossia la distanza esistente tra il punto di produzione e quelli di utilizzo. Il cuore del sistema risiede in una centrale di produzione che può servire edifi ci situati, anche, ad alcuni chilometri da essa. La distanza dei luoghi scaldati rispetto alla centrale, oltre un certo limite di alcuni chilometri, comporta delle eccessive dispersioni di calore durante il tragitto, che non rendono più conveniente il teleriscaldamento dal punto di vista economico e termodinamico. Per questo, all’aumentare della distanza, si possono rendere necessarie delle stazioni intermedie che aumentano la pressione e la temperatura dell’acqua. Si tratta di una forma di riscaldamento che consiste essenzialmente nella distribuzione di acqua calda, acqua surriscaldata o vapore (detti fl uidi termovettori) provenienti dalla centrale di produzione alle abitazioni, attraverso una rete di tubazioni isolate ed interrate ed un insieme di sottocentrali. Queste ultime, situate nei singoli edifi ci, sono costituite da scambiatori di calore e rendono possibile l’utilizzo del riscaldamento. Una volta ceduto il calore, il fl uido termovettore ritorna in centrale, dove ricomincia<br />
il ciclo. Si possono sfruttare diversi combustibili per il funzionamento della centrale di produzione: gas naturale, olii combustibili, carbone, biomassa o anche rifiuti. In quanto impianto centralizzato di enormi dimensioni, la centrale di teleriscaldamento è molto più effi ciente di qualunque impianto di riscaldamento condominiale, non solo per le tecnologie più avanzate, ma anche perché a differenza di una piccola caldaia domestica, che viene frequentemente spenta e riaccesa a seconda del grado di calore desiderato, in una caldaia più grande tutte queste oscillazioni della domanda si compensano a vicenda, permettendole di funzionare continuamente alla stessa potenza, il che aumenta di molto l’efficienza. Inoltre, un grande impianto, anche dal punto<br />
di vista delle emissioni inquinanti, è controllato molto più di qualsiasi caldaia privata.</p>
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		<title>L’energia con il vento in poppa</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 09:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hi Tech Multimedia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Energia pulita]]></category>
		<category><![CDATA[Hi Tech Multimedia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante la pesante crisi finanziaria, il 2008 ha rappresentato un anno record per l’energia eolica
La forma di energia presente in natura, quella che l’uomo ha sfruttato sin dagli albori della civiltà, è il vento.
Pensiamo alle navi che, sfruttando i venti, hanno permesso agli uomini di viaggiare con facilità da una parte all’altra del Mediterraneo, favorendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante la pesante crisi finanziaria, il 2008 ha rappresentato un anno record per l’energia eolica</p>
<div id="attachment_531" class="wp-caption alignleft" style="width: 217px"><img class="size-full wp-image-531 " title="Impianto Eolico" src="http://www.ilfiloconduttore.it/wp-content/uploads/2009/09/impianto-eolico.jpg" alt="Impianto Eolico" width="207" height="104" /><p class="wp-caption-text">Impianto Eolico</p></div>
<p>La forma di energia presente in natura, quella che l’uomo ha sfruttato sin dagli albori della civiltà, è il vento.<br />
Pensiamo alle navi che, sfruttando i venti, hanno permesso agli uomini di viaggiare con facilità da una parte all’altra del Mediterraneo, favorendo il contatto tra diverse civiltà, la loro integrazione, il fiorire del commercio e creando, quindi, i presupposti sui quali si fonda la società moderna.</p>
<p>Più tardi, il vento è diventato forza motrice di macchinari quali macine per il grano e pompe per il sollevamento dell’acqua, sostituendo la forza umana o animale in questi lavori molto faticosi: i mulini a vento costituivano la frontiera della tecnologia umana.</p>
<p>Con l’avvento dell’industrializzazione e dell’uso delle macchine a vapore e con l’utilizzo dei combustibili fossili, tale forma di energia è stata accantonata.</p>
<p>Oggi che il prezzo dei combustibili è in aumento e sono sempre più evidenti gli effetti climalteranti dovuti alle emissioni gassose connesse con la combustione, si è riscoperta l’energia dal vento.</p>
<p>Il suo sfruttamento, relativamente semplice e poco costoso, è attuato tramite macchine eoliche divisibili in due gruppi ben distinti, in funzione del tipo di modulo base adoperato, definito generatore eolico:<br />
• ad asse verticale;<br />
• ad asse orizzontale.</p>
<p><strong>Generatore eolico ad asse verticale</strong><br />
È un tipo di macchina eolica contraddistinta da una ridotta quantità di parti mobili nella sua struttura, il che le conferisce un’alta resistenza alle forti raffiche di vento e la possibilità di sfruttare qualsiasi direzione del vento, senza doversi riorientare continuamente.<br />
È una macchina molto versatile, adatta all’uso domestico come alla produzione centralizzata di energia elettrica nell’ordine di Gigawatt (una sola turbina soddisfa, mediamente, il fabbisogno elettrico di circa 1.000 case).<code></p>
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