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	<title>Il Filo Conduttore - Materiale Elettrico - Di Pietro Spa &#187; Appunti di Viaggio</title>
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	<description>Periodico aziendale della Di Pietro Spa</description>
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		<title>Sudafrica the Rainbow Nation</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 15:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca e Pina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di Viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[“Ovunque io mi trovi, la mia mente è lì, in Africa. È in quelle luci violente, in quei colori accesi, in quei paesaggi. Sono proprio quelle luci, quei colori, quei paesaggi a far nascere le mie storie, a narrarmele come una voce forte, continua, inesauribile.” Wilbur Smith
Situato nella punta meridionale del continente, il Sudafrica è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Ovunque io mi trovi, la mia mente è lì, in Africa. È in quelle luci violente, in quei colori accesi, in quei paesaggi. Sono proprio quelle luci, quei colori, quei paesaggi a far nascere le mie storie, a narrarmele come una voce forte, continua, inesauribile.” </em>Wilbur Smith</p>
<div id="attachment_1098" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><img class="size-full wp-image-1098" title="Capo di Buona Speranza" src="http://www.ilfiloconduttore.it/wp-content/uploads/2010/10/sudafrica1.jpg" alt="Capo di Buona SperanzaBuona " width="220" height="140" /><p class="wp-caption-text">Capo di Buona SperanzaBuona </p></div>
<p>Situato nella punta meridionale del continente, il Sudafrica è lo Stato più a sud dell&#8217;Africa, lo spartiacque di due grandi oceani: l&#8217;Atlantico e l&#8217;Indiano. Nel XV secolo Bartolomeo Diaz, esploratore portoghese, oltrepassò il Capo di Buona Speranza, aprendo la via marittima alle Indie. La prima colonia stabile, che sarebbe poi divenuta Città del Capo, fu fondata dagli olandesi della Compagnia Olandese delle Indie Orientali nel XVII secolo segnando il punto di partenza di un vasto processo di colonizzazione a cui presero parte europei di diverse origini che, tagliati i legami con la Compagnia, diedero vita a una comunità autonoma sviluppando, anche, una propria cultura e una propria lingua (l&#8217;afrikaans). Oggi il Sudafrica, dopo una travagliata storia di razzismo, è chiamato anche Rainbow Nation (nazione arcobaleno) a riconoscimento delle molteplici etnie che compongono i suoi circa 40 milioni di abitanti. Questo Stato non è però solo un arcobaleno di persone ma anche di luoghi e sensazioni che catturano ed incantano coloro che giungono come semplici turisti e ripartono con un inspiegabile senso di appartenenza. Cape Town è fra le maggiori attrazioni turistiche del Paese grazie allo scenario naturale nel quale è incastonata, affacciata sull&#8217;oceano ed ai piedi della Table Mountain. Quest&#8217;ultima, una vetta piatta di circa 1.000 metri spesso avvolta da una coltre di nubi, è accessibile grazie ad una cabinovia, inaugurata nel &#8216;29, la cui versione moderna, in appena sette minuti e ruotando su se stessa per consentire una migliore visione, permette di raggiungere la cima. Una volta in vetta il panorama è da lasciare senza fi ato: scogliere frastagliate, spiagge a perdita d&#8217;occhio e una vegetazione insolita e variegata composta da circa 1.500 varietà di piante diverse. Scendendo a valle troviamo, forse, il più caratteristico quartiere di Cape Town: Bo-Kaap. Costruito dagli schiavi malesi deportati dagli olandesi della Compagnia delle Indie Orientali, il quartiere si caratterizza per le vivaci costruzioni, numerose e piccole case generalmente a due piani, dagli accostamenti di colori alquanto inusuali, tipici delle regioni di provenienza. Oggi Bo-Kaap è il centro culturale dei malesi, un luogo vitale ed animato, sede di numerose moschee, frequentato da artisti e visitato da numerosi turisti. Cape Town è profondamente diversa dalle altre città sudafricane, sede della vita economica è culturalmente vivace e decisamente tranquilla, piena di vita nelle strade dalle facciate colorate o fi ancheggiate da edifi ci modernissimi e stilizzati. Lasciando la città in direzione sud si può raggiungere il Cape of Good Hoop (Capo di Buona Speranza) che erroneamente è defi nito il punto più a sud dell&#8217;Africa ma che evoca grandi imprese ed eroici navigatori. In realtà l&#8217;estremità meridionale del continente africano, nonché il punto d&#8217;incontro di due grandi oceani, è Cape Agulhas, un piccolo monumento indica l&#8217;esatto luogo. Il nome del capo, che in portoghese signifi ca aghi, deriva secondo alcuni dal fenomeno per il quale in passato, oggi non più grazie allo spostamento dei poli magnetici, ad Agulhas le bussole puntavano esattamente verso il nord geografi co. Secondo altri, il termine &#8220;aghi&#8221; potrebbe riferirsi ai numerosi e pericolosissimi scogli che nel corso dei secoli sono stati causa di tanti problemi alla navigazione, unitamente alle nebbie ed alle correnti mutevoli. Il Capo è famoso per essere un cimitero di navi, difatti la zona è ricca di resti di naufragi, ma quando le acque sono calme rappresentano una delle migliori zone di pesca del Sudafrica. Puntando verso nord, nel cuore dello stato, troviamo Kimberly la città che deve la sua nascita all&#8217;attività di estrazione dei diamanti. Alla fi ne del 1800 quasi accidentalmente furono trovati, alle pendici di una collina, diamanti di grosse dimensioni. Partì così la corsa ai diamanti che ha fatto di questo centro un polo con uno sviluppo eccezionale, tanto da essere il primo nel paese ad introdurre l&#8217;illuminazione elettrica delle strade. Di quella collina oggi resta il Big Hole, un cratere di 4,5 km di circonferenza e 1.000 metri di profondità, in assoluto l&#8217;opera più grande mai realizzata con il solo lavoro manuale dell&#8217;uomo. Le miniere di Kimberly sono oggi un museo a cielo aperto dove è possibile vedere i vecchi impianti di estrazione e lavorazione dei diamanti, nonché uno spaccato della vita di tanti cercatori di fortuna che nei primi anni del novecento popolarono questi luoghi in cerca di ricchezza. Oggi la città si presenta come una perfetta simbiosi fra paesaggi urbanizzati e scenari rurali, conservati e riproposti sotto forma di parchi urbani o giardini botanici. Ancora più a nord, alle porte di Johannesburg, il Sudafrica di Wilbur Smith dai colori accesi, dalle forti emozioni ci investe con tutta la forza che la natura del Parco Kruger offre. Il parco, vasto quanto il Veneto, è una fonte inesauribile di scoperte. Al suo interno sono racchiusi ben sei ecosistemi diversi che si esplicitano in una varietà di piante impensabile da ricordare a memoria (circa 1.900). Prateria, savana, formazioni granitiche, fi umi e canyon possono essere scoperti con piccoli o lunghi tragitti a piedi organizzati dai vari campi sparsi all&#8217;interno del parco. Il Kruger è talmente ben organizzato con percorsi defi niti e ben asfaltati o con piste in terra battuta che è possibile, necessariamente in auto, visitarlo in totale libertà. Se non bastasse l&#8217;ambientazione a lasciarci senza fi ato possiamo contare su di una fauna da documentario. Nel parco è presente tutto il gruppo dei big fi ve (bufali, leopardi, leoni, rinoceronti ed elefanti) che con un po&#8217; di pazienza e tanta fortuna si possono avvistare lungo i fi umi, quando si abbeverano, o all&#8217;alba ed al tramonto che hanno temperature più basse o, per i felini, rappresentano il momento della caccia. Non solo i big fi ve ma anche zebre, ghepardi, giraffe, kudu, ippopotami, impala, antilopi, iene, facoceri, gnu e tutto quanto il cuore dell&#8217;Africa ha conservato in questi luoghi incantati. Queste terre vanno vissute e non descritte, i colori, gli odori e le emozioni sono così travolgenti che alla partenza non sarà possibile non lasciare un pezzo di se stessi. Dopo tutto il mal d&#8217;Africa non è solo una leggenda!</p>
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		<title>Chicago &#8220;the windy city&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 15:58:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di Viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[diario di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Servita da uno degli aeroporti più importanti e trafficati del mondo, O’Hara International, la città di Chicago, situata sulle ventose sponde del lago Michigan da cui il vezzeggiativo the windy city (la città del vento), mette in mostra da subito e con orgoglio la sua anima americana fatta di manie di grandezza ed esagerazioni. L’architettura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_478" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-478  " title="chicago skyline" src="http://www.ilfiloconduttore.it/wp-content/uploads/2010/05/chicago-skyline-300x152.jpg" alt="Appunti di viaggio: Skyline di Chicago" width="300" height="152" /><p class="wp-caption-text">Appunti di viaggio: Skyline di Chicago</p></div>
<p>Servita da uno degli aeroporti più importanti e trafficati del mondo, O’Hara International, la città di Chicago, situata sulle ventose sponde del lago Michigan da cui il vezzeggiativo the windy city (la città del vento), mette in mostra da subito e con orgoglio la sua anima americana fatta di manie di grandezza ed esagerazioni. L’architettura variegata della città trova origine nel grande incendio del 1871 che distrusse la maggior parte del centro cittadino e che permise a Chicago di risorgere, come la Fenice, dalle sue ceneri sostituendo il fatiscente centro storico, fatto di case cadenti e malsane, con una struttura moderna ed industriale, che vide la nascita del primo grattacielo della storia: ben nove piani di tecnologia moderna! Da quel momento fu tutto un fermento di attività di ricostruzione della città, che divenne una calamita per gli architetti di tutto il mondo. È questo l’humus nel quale nacque la Scuola di Chicago: un movimento, per alcuni una vera scuola, cui parteciparono due generazioni di architetti ed ingegneri, che costituì la prima vera ed organica esperienza americana nel campo dell’architettura. Uno dei caratteri distintivi della Scuola di Chicago fu l’uso della struttura in acciaio come elemento portante degli edifi ci con murature di rivestimento in terracotta, ampie aree fi nestrate, un uso esiguo della decorazione esterna e disegni ripetitivi dei motivi delle facciate. Oggi molte di queste strutture in calcare e mattoni, industriali o residenziali, sono state ristrutturate e rese condomini di grande valore, complice un’opera di “balconizzazione”, attraverso strutture in metallo ancorate alle pareti esterne, che ha reso questi appartamenti, soprattutto lungo le sponde del Chicago River, molto caratteristiche ed ambite. Figure di spicco di questo movimento furono Frank Lloyd Wright e successivamente Ludwig Mies van der Rohe. La piccola città di frontiera si è trasformata, oggi, in una delle città più grandi ed infl uenti del mondo, multietnica e cosmopolita, ricca di una tradizione musicale senza pari, con un’architettura ed una quantità di ponti mobili che non ha eguali ed un centro economico e fi nanziario che permette a Chicago di essere uno dei maggiori centri fi eristici mondiali. Il centro storico, The Loop, è il cuore della città, ed è circoscritto dalla vecchia metro sopraelevata, Elevated, che è sinonimo di Chicago. In quest’area è possibile vedere edifi ci di sicuro interesse come il Manhattan Building, il primo grattacielo costruito con criteri moderni, il First National Bank Building, che ospita la più grande banca del mondo, e la Sears Tower, uno dei più alti edifi ci della Terra, dal quale si gode una delle più belle viste della città. A nord del Loop troviamo il Magnifi cent Mile, splendido viale in cui sono situati negozi e locali fra i più esclusivi degli Stati Uniti, dove è possibile visitare l’Hancock Center. Inoltre non si può non notare che nell’intera area metropolitana non sono infrequenti “sculture all’aperto” di grandi artisti come Holdenburg, Picasso e Mirò, per citarne solo alcuni. Sempre in centro è possibile visitare il Millennium Park, sorto su un territorio prima occupato da uno snodo ferroviario e da grandi parcheggi, è uno dei più grandi parchi pubblici, si estende per circa 25 ettari, nonché vetrina dell’architettura postmoderna. L’attrazione principale del parco è il Jay Pritzker Pavillion, un’enorme struttura da 5.000 posti fissi a sedere con un prato circostante capace di contenere fino a 15.000 persone. Il padiglione, sede di concerti all’aperto, è composto di tubi e lastre in acciaio inossidabile e volute al titanio disposte in modo da creare un effetto sonoro unico. Nella piazza del Millennium Park troviamo il Cloud Gate, soprannominato dai residenti “il fagiolo”, una struttura in acciaio lucidato a specchio in cui si rifl ette lo skyline circostante e le Crown Fountains composte di due parallelepipedi di vetro, alti 15 metri e coperti di piccoli schermi elettronici, che riproducono due visi che cambiano espressione in successione. Questo parco, che contiene molte altre attrazioni, è divenuto, nel tempo, il cuore pulsante degli eventi di una metropoli che per vivacità compete con la sofisticata New York e la cinematografica Los Angeles. Lungo il lago Michigan, sulle cui sponde nasce la città, troviamo Lake Shore Drive, una delle più famose strade di Chicago, dove sorgono molti dei più noti grattacieli della città. Se invece si cerca il divertimento per tutta la famiglia, il Navy Pier è il posto ideale per passare ore piacevoli fra attrazioni tecnologiche, fontane interattive, mostre didattiche, fast-food, bancarelle e la straordinaria ruota panoramica. Ad oggi la smania di cambiamento della città ancora non si ferma. Dal 2000, grazie anche all’insediamento in città di famiglie ad alto reddito disposte a spendere molto per case di lusso, è iniziata una nuova ondata di costruzione di edifi ci di oltre 50 piani il cui simbolo più caratteristico è la Fordham Spire, in costruzione nel punto di congiunzione fra il lago Michigan ed il Chicago River, che si propone di rivoluzionare il concetto di grattacielo con la sua sagoma a spirale, che s’ispira alla forma del fumo dei falò dei pellerossa che secoli fa abitavano le sponde del fi ume.L’edifi cio con i suoi 150 piani e 610 metri di altezza, progettato dallo spagnolo Santiago Calatrava, prevede che dal primo all’ultimo piano la torre ruoti di 270 gradi, grazie ad uno spostamento fra un piano e l’altro di 2 gradi, riducendo la superfi cie degli appartamenti dal basso verso l’alto in proporzione all’altezza. Chicago, oggi conosciuta soprattutto come la città del primo presidente nero, è una tappa che non può non essere inclusa nell’itinerario di chiunque decida di visitare gli States!</p>
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		<title>Vienna ……città del Natale!</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 10:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone e Adriana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di Viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia della “vecchia Europa” è piena di città che in più riprese hanno rappresentato una linea di demarcazione fra l’Occidente e l’Oriente ma, se vogliamo individuare l’ingresso privilegiato dell’Est Europeo al cuore del Vecchio Continente, non si può che pensare a Vienna, splendida capitale dal glorioso passato imperiale!
La posizione strategica, causa dei numerosi tentativi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_554" class="wp-caption alignleft" style="width: 208px"><img class="size-full wp-image-554 " title="Vienna Schönbrunn" src="http://www.ilfiloconduttore.it/wp-content/uploads/2010/06/vienna-Schönbrunn.jpg" alt="Vienna Schönbrunn" width="198" height="126" /><p class="wp-caption-text">Vienna Schönbrunn</p></div>
<p>La storia della “vecchia Europa” è piena di città che in più riprese hanno rappresentato una linea di demarcazione fra l’Occidente e l’Oriente ma, se vogliamo individuare l’ingresso privilegiato dell’Est Europeo al cuore del Vecchio Continente, non si può che pensare a Vienna, splendida capitale dal glorioso passato imperiale!<br />
La posizione strategica, causa dei numerosi tentativi d’invasione, e la collocazione di spicco in imperi di grande estensione, hanno lasciato in eredità alla città un’anima cosmopolita ed un eccezionale patrimonio architettonico.<br />
Patria di sovrani illuminati e di grandi artisti, gode ancora oggi della fama di “Città della Musica” non solo per gli illustri musicisti che la  scelsero come loro dimora ma anche per il tradizionale Concerto d’inizio anno  trasmesso e conosciuto in tutto il mondo.<br />
Durante il periodo che precede il Natale Vienna  si trasforma, la città ha al suo interno un piccolo villaggio fiabesco, composto da bancarelle di legno addobbate e decorate in modo esemplare: palline di Natale, luci, profumo di dolci e spezie creano un&#8217;atmosfera suggestiva.<br />
I giardini, le case, i locali ed i negozi diventano un tutt&#8217;uno trasformandosi  in magici posti affascinanti ed accoglienti: ogni angolo nasconde luci, sorrisi e musiche tradizionali.</p>
<p>A Vienna la magia del Natale si vive attraverso i suoi “mercatini”, ogni piazza possiede il suo, ciascuno con la sua “anima”: tradizionale come quello della Piazza del Municipio, in assoluto il più grande dell’Austria, o alternativi ed etnici.<code></p>
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		<title>Uno sguardo verso Oriente tra tradizione e tecnologia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 15:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio e Luisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di Viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Organizzare un viaggio verso Oriente è decidere di vivere le contraddizioni di un mondo che è profondamente legato a tradizioni millenarie ma che da anni, oramai, costituisce anche una riserva di novità tecnologiche e progetti all’avanguardia. Esempio di questo dualismo è sicuramente Hong Kong, città che vive a cavallo di due mondi, quello occidentale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_574" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><img class="size-medium wp-image-574  " title="Hong Kong" src="http://www.ilfiloconduttore.it/wp-content/uploads/2009/09/hong-kong-300x203.jpg" alt="Hong Kong" width="240" height="162" /><p class="wp-caption-text">Hong Kong</p></div>
<p>Organizzare un viaggio verso Oriente è decidere di vivere le contraddizioni di un mondo che è profondamente legato a tradizioni millenarie ma che da anni, oramai, costituisce anche una riserva di novità tecnologiche e progetti all’avanguardia. Esempio di questo dualismo è sicuramente Hong Kong, città che vive a cavallo di due mondi, quello occidentale e quello orientale.<br />
Affollata, sempre attiva, eccitante e rumorosa, non dorme mai! Il suo è uno dei porti più trafficati al mondo ed i milioni di persone che vivono e lavorano ad Hong Kong hanno reso la città famosa come uno dei maggiori centri commerciali e finanziari di tutta l’Asia. La città, il cui nome in lingua cantonese significa ‘porto profumato’, è racchiusa in 1.078 kmq e la conformazione morfologica, estremamente ripida, ha costretto la popolazione nel 15 % del territorio dando vita alla costruzione, seconda solo a New York, dei più alti grattacieli al mondo, che convivono con una ‘popolazione galleggiante’ che abita su barche ormeggiate al riparo nella baia.<br />
Non è possibile percorrere le strade di Hong Kong senza perdersi in un mix di prestigiosi Hotel, grandi Shopping Center, parchi, ristoranti, piccoli negozi che offrono ogni tipologia di prodotti tecnologici e, nei dintorni della città, splendide spiagge.<br />
Una tappa obbligata ad Hong Kong è Victoria Peak, da cui si gode uno dei panorami più spettacolari del mondo. Il modo migliore per aggiungere il sito è quello di utilizzare la vecchia funicolare, Peak Tram, che in meno di dieci minuti, mentre il tram sale, offre uno scorcio dei più bei panorami di Hong Kong Island, Kowloon e Victoria Harbour.<br />
Di giorno la vista dal Victoria Peak vi permette di scoprire che a pochi minuti dal caos cittadino è possibile immergersi in una natura rigogliosa e che, a sorpresa, il 70% del territorio di Hong Kong è costituito da montagne e verde incontaminato.<code></p>
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		<title>Indimenticabili USA</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 09:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carla e Bruno Lania</dc:creator>
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		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni, complice anche un cambio euro/dollaro particolarmente favorevole, gli Usa sono una delle mete turistiche più gettonate dai turisti italiani. Un viaggio tra paesaggi mozzafiato, luoghi visti solo nei film, città piene di vita come Boston oppure la celebre New York: tappa d’obbligo di un viaggio negli States. In California inevitabile innamorarsi dell’atmosfera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_831" class="wp-caption alignleft" style="width: 196px"><img class="size-full wp-image-831 " title="Indimenticabili Usa" src="http://www.ilfiloconduttore.it/wp-content/uploads/2010/06/indimenticabili-usa.jpg" alt="Indimenticabili Usa" width="186" height="125" /><p class="wp-caption-text">Indimenticabili Usa</p></div>
<p>Negli ultimi anni, complice anche un cambio euro/dollaro particolarmente favorevole, gli Usa sono una delle mete turistiche più gettonate dai turisti italiani. Un viaggio tra paesaggi mozzafiato, luoghi visti solo nei film, città piene di vita come Boston oppure la celebre New York: tappa d’obbligo di un viaggio negli States. In California inevitabile innamorarsi dell’atmosfera anticonformista di San Francisco e dei margaritas di San Diego. Per gli amanti del brivido del gioco, come i nostri sposini, una visita ai casinò di Las Vegas è il modo migliore per concludere un viaggio indimenticabile, da consigliare e soprattutto da ripetere.</p>
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